03/01/2026
“Si può esistere senza arte, ma senza di essa non si può vivere”
La frase di Oscar Wilde, scritta due secoli fa, resta una delle migliori definizioni di ciò che esiste ma non tutti riescono a vedere. O meglio, non tutti la guardano con gli stessi occhi.
Perché, in fondo, l’arte non si spiega: si fa. E chi la fa, spesso, prova a raccontarla con pennelli, colori e forme. Come Luca La Marca, pittore e molto di più. Perché Luca è mille cose insieme. Ha visione, estro ed empatia. È un vulcano di idee che, giorno dopo giorno, ha continuato a coltivare il sogno di vivere esprimendo la sua arte. La Marca è energia pura. Le sue opere sono riconoscibili, vive, autentiche. Raccontano storie, sentimenti, successi, emozioni e valori che vanno oltre la tela. Entrano negli uffici delle aziende, in case di chi sceglie di affidare alla sua arte i frammenti di vita.
Dipingere è sempre stata la passione di Luca La Marca. Ma all’inizio era poco più di un hobby.
«Mi sono laureato in economia e finanza. Terminati gli studi, cercavo dei lavori anche part-time per stare in piedi. Ho mandato curriculum ovunque. Tutti caduti nel vuoto. Oggi magari mi chiamano loro in pizzeria. E la cosa mi fa sorridere. Però l’arte mi ha sempre accompagnato. Magari capitava che finivo un turno di pulizie alle due e mezza di notte e alle tre ero in smoking per dipingere. Sì, ho dovuto adattarmi per sopravvivere».
La scintilla arriva nel garage di casa. «Papà non ci poteva mettere l’auto dentro. Se ci penso, è un pensiero che mi fa tenerezza. Mi ispiravo a Dario Ballantini, mi piaceva la sua pittura: colorata, tipica dell’espressionismo contemporaneo. Io disegnavo strade, strade. Perché cercavo la mia».
Ora l’ha trovata a Mendrisio vive e crea opere pensate per raccontare valori, identità e storie.
«Un ambiente di lavoro bello è un ambiente che fa stare bene le persone e migliora la produttività. L’arte serve anche a questo: aiutare le persone a ricordare chi sono e dove vogliono andare».
Oggi le sue opere trovano spazio in case, uffici e perfino cucine stellate. Un elemento distintivo del suo lavoro è la tecnica del live painting, scelta sempre più spesso per rendere indimenticabili anniversari, matrimoni, eventi aziendali e momenti di team building.
«Un ambiente di lavoro curato non è solo più piacevole, è un luogo in cui le persone si sentono valorizzate e questo, in azienda, si traduce in maggiore produttività. Sempre più realtà guardano all’arte non come semplice decorazione, ma come uno strumento capace di aprire prospettive, stimolare curiosità e favorire benessere. Quando tutti lavorano bene, il risultato non è solo estetico: è culturale ed economico».
Parla di pittura come di un sentimento.
«Pensavo che l’ispirazione fosse come l’amore: quando arriva, arriva. Un concetto che, invece, mi ha fatto ricredere. Si può anche andare a trovarla. Io la cerco nella musica, nella cucina, nelle cose semplici».
Sui social, La Marca mette in mostra la sua vita da artista.
«Ma se non facessi questo lavoro non li vorrei perché sono un investimento di tempo davvero importante. Quando gli chiedi se soffre a separarsi dalle sue opere – per la prima volta abbasso lo sguardo – “A volte sì, è davvero difficile. Chiedo al cliente di poterle rivedere, di andare a trovarle. È come salutare un amico”».
Nei suoi lavori c’è materia e sentimento.
«Cerco di raccontare storie vere. I miei quadri parlano di persone, di passioni, di vita. Voglio che chi li guarda si riconosca, anche solo per un attimo».
Oggi, Luca è un artista “felice” che insegna ancora il sogno di avere un sogno.
«È proprio vero, c’è ancora una strada da fare, amerai il finale».
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intervista di Riccardo Vassalli
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